Sicurezza dei prodotti farmaceutici a base di erbe officinali: conclusioni

A conclusione di questa serie di articoli dedicati alla sicurezza dei prodotti a base di erbe officinali, vorremo sottolineare, per un’ultima volta, che le interazioni con i prodotti farmaceutici convenzionali vengono troppo spesso trascurate e non riconosciute.

Queste interazioni sono potenzialmente molto nocive e meritano una maggiore attenzione, sia da parte dei pazienti, che dovrebbero sempre informare i propri curanti sui prodotti parafarmeceutici assunti, che soprattutto da parte dei medici, che dovrebbero dedicare più tempo alla raccolta di informazioni sulle abitudini alimentari e parafarmaceutiche dai loro assistiti.

Invece, è troppo diffusa la tendenza dei medici a sottovalutare l’assunzione di prodotti a base di erbe officinali, ritenendo che se non ne è dimostrata l’efficacia, ne può essere esclusa anche la pericolosità. E’ una deduzione errata e soprattutta pericolosa.

Certamente, una particolare attenzione deve essere dedicata alle interazioni tra aspirina o altri anticoagulanti con il ginkgo biloba, anticoagulanti e antipertensivi con l’aglio, cortisone, anticoagulanti, antidiabetici orali, ormoni estrogeni con il ginseng, antidepressivi e ciclosporina con l’iperico, ma non bisogna dimenticare che le interazioni tra farmaci ed erbe officinali sono molte e non è possibile elencarle tutte.

La tabella allegata e il sito farmacovigilanza.org possono essere strumenti utili da consultare durante la quotidiana pratica clinica, per prevenire, o riconoscere precocemente, reazioni avverse potenziali gravi. Le reazioni normalmente interessano l’intero organismo, ma l’oftamologo, deve ricordare che, in virtù delle sue caratteristiche anatomo-fisiologiche, anche l’occhio ne può essere interessato, direttamente o indirettamente, essendo un organo bersaglio privilegiato per molte reazioni avverse.