Sicurezza dei prodotti farmaceutici a base di erbe officinali: generalità

Negli ultimi anni il consumo di prodotti a base di erbe medicinali è cresciuto enormemente. La maggior parte dei consumatori non ritiene necessario avvertire il proprio medico curante a riguardo, partendo dalla convinzione (assolutamente errata) che questi rimedi terapeutici, essendo naturali, siano meno tossici dei farmaci “convenzionali”. Senza entrare nel merito della definizione di ciò che è “naturale”, che renderebbe necessaria una lunghissima discussione, l’assunzione sostanza naturale = sostanza sicura è scientificamente sbagliata (i più potenti veleni sono di origine naturale) ed è pericolosa, in quanto espone i pazienti al rischio di seri danni alla salute. Oltretutto, moltissimi farmaci sono estratti da piante e sono quindi “naturali” (atropina, pilocarpina, digitale, per citare solo qualche esempio) e non per questo non sono dotati di una rilevante tossicità. Gli estratti di piante officinali non sono differenti dai farmaci per quanto riguarda la possibilità di determinare reazioni avverse e/o interazioni farmacologiche. E’ solamente la concentrazione di pricipi attivi, generalmente bassa (ma anche meno standardizzata) che rende meno probabile l’insorgenza di effetti colletarali, ripercuotendosi, però, anche sull’efficacia terapeutica dei relativi prodotti.

In Italia, il mercato degli integratori è in crescita ed è valutato in circa 1.3 miliardi di euro, con un esposizione di almeno 4 milioni di individui. In questo mercato vengono inclusi fermenti lattici, multivitaminici, dimagranti e integratori sportivi, che non necessariamente contengono estratti di piante officinali.

Ovviamente, date le dimensioni del mercato oftalmico, i prodotti destinati specificamente alle terapie oculari rappresentano solo una percentuale marginale di questo mercato, ma il problema va visto in termini più ampi.

Il problema deriva dal grande numero di pazienti che assume integratori e non lo riferisce al medico. Il fatto che questa tipologia di prodotti non sia soggetta a prescrizione medica, lascia spazio all’autodiagnosi e all’automedicazione, sfuggendo quindi al controllo sia del medico di famiglia che dello specialista. D’altra parte, il medico stesso sovente dimentica che alcuni estratti di piante officinali possono causare eventi avversi o determinare interazioni farmacologiche con farmaci assunti contemporaneamente.

In fine, sarebbe una buona norma, soprattutto per il paziente che assume integratori di propria iniziativa, assicurarsi della provenienza del prodotto. L’efficacia e la sicurezza degli integratori può dipendere da vari fattori ivi inclusi le condizioni climatiche, la composizione del terreno in cui sono coltivate le erbe medicinali, la raccolta e la conservazione. Ed è soprattutto importante che siano informati, dal farmacista o dal medico, che gli integratori non sono destinati alla cura di una malattia, ma a correggere carenze, assolute o relative, agendo eventualmente in senso preventivo e non terapeutico.

Oltre ad una maggiore informazione del paziente, è importante anche una maggiore sensibilità all’argomento da parte del medico, soprattutto in merito alla potenziale pericolosità delle erbe medicinali. Di questo argomento avevamo già brevemente trattato in un articolo di due anni fa. Nel frattempo, il consumo di integratori e altri prodotti parafarmaceutici contenenti estratti di erbe officinali è notevolmente aumentato, e con esso il rischio dei pazienti esposti. Perciò riteniamo utile  affrontare di nuovo questo soggetto  in modo più approfondito. Quindi, nei prossimi articoli l’attenzione sarà rivolta alle piante officinali di maggior diffusione nel mercato degli integratori. L’intenzione è quella di sensibilizzare l’oculista durante la pratica quotidiana ad approfondire nell’anamnesi l’eventuale concomitante assunzione di prodotti contenenti piante officinali con altri farmaci. L’eventuale interazione farmacologica può avere influenze negative, non solo a livello sistemico, ma anche, direttamente o indirettamente, sull’apparato oculare.

Le informazioni contenute in questo e negli articoli correlati sono state tratte dai siti http://www.farmacovigilanza.org e http://www.farmacovigilanzasun.net