Aflibercept (VEGF trap), un nuovo possible trattamento della maculopatia senile

Aflibercept è una farmaco attivo contro la neovascolarizzazione conosciuto come VEGF-trap. Si tratta di una proteina di fusione, ovvero una macromolecola proteica ottenuta dall’unione di più geni che codificano proteine separate. Aflibecert è capace di intrappolare tutte le forme di VEGF-A (VEGF trap), nonché il PLGF (Placental Growth Factor), un ulteriore fattore di crescita vascolare conivolto nei processi di angiogenesi.

A livello teorico, il VEGF trap dovrebbe garantire alcuni vantaggi terapeutici rispetto ai tradizionali anticorpi anti-VEGF (ranibizumab e bevacizumab), non tanto in termini di efficacia, quanto in riduzione della frequenza e del numero delle inizioni intravitreali.

Recentemente, aflibercept (che verrà commercializzato negli USA con il nome Eylea) ha ricevuto il parere positivo di una commissione di esperti incaricati dalla FDA. Il parere positivo si è basato sui risultati di uno studio multicentrico, in doppio cieco randomizzato condotto su 159 pazienti seguiti per un anno. Il dato più interessante che emerge da questo studio è senz’altro il fatto che il 44 per cento dei pazienti ha richiesto nessun ritrattamento o una sola reiniezione per mantenere i risultati ottenuti. Nel compesso, il profilo di sicurezza del farmaco è risultato simile a quello degli altri anti-VEGF [Heier JS et al. Ophthalmology. 2011 Jun;118:1098-106].

La FDA ha, tuttavia, posticipato al prossimo novembre la decisione finale. Nel frattempo, in Europa, la Bayer ha recentemente presentato la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio all’EMA: pertanto occorrerà attendere ancora qualche mese prima di sapere se e quando aflibercept sarà disponibile in commercio.

Come sempre mi fa piacere esprimere un breve commento a riguardo.

Assunto come dato di fatto che aflibercept sia efficace, magari un pò più efficace di ranibizumab e bevacizumab (tuttora da confermare) e possa semplificare il trattamento rendendo meno frequenti le iniezioni vitreali (anche questo dovrà trovare conferma), non mi pare che il VEGF-trap rappresenti la soluzione definitiva per la degenerazione maculare senile. Un piccolo passo avanti, ma niente più.

Il fatto che l’interesse attorno ai VEGF-trap stia costantemente crescendo è determinato da motivi che si differenziano da quelli puramente scientifici. Le azioni della Regeneron (proprietaria di aflibercept/Eylea) hanno avuto una netta contrazione dopo il ritardo imposto dalla FDA, consequenza del fatto che intorno alla degenerazione maculare senile si è creato un consistente mercato valutato in alcuni miliardi di Euro che Novartis vuole difendere ed dentro cui Regeneron, Bayer vorrebbero al più prestro entrare. Dico questo per evitare che i numerosi pazienti affetti da degenerazione maculare senile possano riporre in questo trattamento eccessive speranze di cura e guarigione.