La wiskostatina

La WASP (Wiskott-Aldrich syndrome protein) è una proteina coinvolta nella formazione del citoscheletro, composto da molecole di actina e miosina, e delle funzioni fisiologiche a questo correlate, quali ad esempio la migrazione cellulare e la formazione di propagini cellulari. In clinica, sono note alcune malattie legate a un deficit genetico di questa proteina che determinano microtrombocitemia, trombocitopenia, immunodeficienza, ecc.

Sulla base del ruolo fisiologico svolto dalla WASP, si suppone che questa proteina possa rietrare anche nelle costituzione del trabecolato corneosclerale.

Tra le sostanze studiate per modulare la composizione del citoscleletro, la wiskostatina è un inibitore reversibile WASP che determina un’interferenza nella polimerizzazione dell’actina e quindi della costituzione del citoscheletro, della motilità cellulare e delle funzioni correlate [Guerriero CJ .Am J Physiol Cell Physiol. 2007;292:C1562-6].

L’organizzazione strutturale del citoscheletro svolge un ruolo fondamentale anche nella modulazione del deflusso di umore acqueo attraverso le vie di deflusso convenzionali, ma allo stato attuale delle conoscenze, come la dinamica del citoscheletro viene regolata è ancora poco conosciuta e resta materia di varie speculazioni.

Recentemente, è stato osservato che la wiskostatina, in un modello sperimentale in vitro [Inoue T, et al. Exp Eye Res. 2010;90:360-7], aumenta la facilità al deflusso mediante una riduzione della quantità di actina e miosina II e della loro interazione nel citoscheletro. Questo dato è un ulteriore elemento importante che arricchisce le nostre conoscenze sulla fisiologia del trabecolato e protrebbe aprire nuovi sviluppi terapeutici nella farmacologica del glaucoma.

Come sempre, vorrei concludere con un personale apporto critico a questi dati:

  • le dimensioni molecolari della wiskostatina potrebbero consentire una somministrazione non-invasiva (per instillazione), ma non è noto se questa sostanza sia tollerata dalla superficie oculare
  • se da un lato l’inibizione reversibile di questo processo consente una modulazione dell’effetto, dall’altra sembrerebbe obbligare una somministrazione cronica, incrementando il rischio di possibili effetti collaterali.
  • la tollerabilità oculare è assolutamente sconosciuta, ma è logico aspettarsi reazioni avverse a carico di varie strutture oculari (il citoscheletro è un elemento costitutivo di tutte le cellule).

Pertanto, al momento si può affermare che la modulazione farmacologica del trabecolato è un interessante campo di ricerca, che rappresenta indubbiamente la corrente di ricerca più promettente per lo sviluppo delle terapie ipotonizzanti del futuro, ma rimane ancora molto distante da una possibile applicazione clinica.