Terapia farmacologica delle occlusioni vascolari su base trombotica
Il processo di coagulazione è modulabile utilizzando differenti classi di farmaci, definibili genericamente come antirombotici. Per un’analisi sistematica, i farmaci antitrombotici possono essere suddivisi come segue:
- Antagonisti delle vit. K
- Antagonisti della trombina
- Fibrinolitici
- Antiaggreganti piastrinici
Ciascuna di queste classi verrà trattata separatamente, in funzione del loro possibile impiego nelle occlusioni vascolari retiniche su base trombotica.
In questo articolo verrà affrontato l’argomento in termini generali. Come concetto di base, l’obbiettivo terapeutico di un’occlusione vascolare è quello di scoagulare competamente il paziente, consentire una riperfusione ottimale del tessuto ischemico e, lentamente, ripristinare la funzione coagulativa riducendo progressivamente i dosaggi dei farmaci.
E’ evidente che per ottenere questo risultato si espone il paziente a rischi di sanguinamento, che possono anche essere fatali, per tanto è assolutamente indispensabile che queste terapie vengano eseguite in regime ospedialiero con continuo monitoraggio della situazione clinica. Inoltre, fondamentale è la tempestività dell’azione terapeutica, che deve essere instaurata nelle primissime ore successive all’evento trombotico.
Per garantire le più alte percentuali di successo terapeutico, limitando i rischi associati a queste terapie, si preferisce utilizzare contemporaneamente più farmaci appartenenti a diverse classi, anzichè un unico principio attivo a dosaggi più elevati. Negli schemi terapeutici l’eparina svolge un ruolo essenziale, in ragione soprattutto del fatto che un suo eccesso di dosaggio può essere prontamente controllato mediante la somministrazione di protamina, che svolge l’azione di antidoto specifico.
A complemento della terapia antitrombotica, si deve somministrare anche una terapia di supporto finalizzata a contrastare il danno da riperfusione riducendo/inibendo l’eccesso di formazione di radicali liberi, a promuovere un’azione vasodilatante e a stimolare il recupero della funzione danneggiata. Anche questa terapia di supporto verrà discussa nel dettaglio nei prossimi articoli.
In sintesi, lo schema terapeutico di base, da adattare ad ogni singolo caso clinico, è il seguente:










