Il donepezil

Il donepezil è un’inibitore reversibile delle acetilcolinesterasi commercializzato con il nome Aricept (commercializzato da Pfizer su licenza Eisai) che viene impiegato nel trattamento del decadimento cognitivo delle forme di grado lieve-moderato di malattia di Alzheimer. Il donepezil ha un interesse in farmacologia oculare in quanto il suo uso è stato proposto come neuroprotettore da utilizzare in corso di glaucoma.

Prima di trattare questo argomento, vorrei però delineare brevemente il suo profilo farmacologico.

La biodisponibilità del farmaco è molto elevata (circa 100% dopo somministrazione orale), diffonde con facilità attraverso la barriera emato encefalica. Il donepezil blocca l’azione degli enzimi deputati alla disattivazione dell’acetilcolina, determinando in tal modo un aumento delle concentrazioni tissutali di questro trasmettitore, in particolare a livello della corteccia cerebrale. Si ritiene che tra le cause della malattia di Alzheimer possa esserci una carenza di neurotrasmettitori cerebrali. Il donepezil, inducendo un aumento delle concentrazioni di acetilcolina nel cervello, può indurre un miglioramento delle condizioni cliniche. Tuttavia, tale effetto sembrerebbe meramente sintomatico in quanto non è stata ancora dimostrata l’efficacia nel rallentare la progressione della malattia.
Farmaci ad azione anticolinergica, quali atropina e benzotropina, possono interferire con dopenezil e ridurne glin effetti. Altre interazioni farmacologiche possono verificarsi con farmaci induttori del metabilismo epatico (per es. carbamazepina, desametasone, fenobarbital, fenitoina, rifampicina), aumentandone la metabolizzazione. Viceversa, farmaci capaci di bloccare gli enzimi nel fegato che metabolizzano donepezil (per es. ketoconazolo e chinidina ) possono indurre un aumento delle concentrazioni tissutali di donepezil e potenziarne gli effetti collaterali.

Questi sono rappresentati principalmente da mal di testa, dolore generalizzato, affaticamento, vertigini, nausea, vomito, diarrea, perdita di appetito, perdita di peso, crampi muscolari, dolori articolari, insonnia, aumento della frequenza della minzione. Non è ancora definito se donepezil, come è invece noto per altri anticolinesterasici, sia associato a fenomeni di tossicità epatica.