Rischio di ipertensione oculare dopo iniezioni intravitreali di anti-VEGF

La terapia con anti-VEGF si sta rapidamente diffondendo nella pratica oftalmologica e, pur non rappresentando ancora una cura definitiva per la maculopatia senile, sta però modificando la prognosi e il decorso di alcune forme.

Le iniezioni intravitreali, se vengono rispettate le norme di asepsi, sono generalmente considerate sicure.

Tuttavia, una serie di recenti articoli che riportano il rischio di sviluppare ipertono, anche persistente, dovrebbero rappresentare un’occasione per rivedere gli schemi terapeutici e riconsiderare il rapporto rischio beneficio.

  • Bakri SJ et al. Graefes Arch Clin Exp Ophthalmol. 2008;246(7):955-8
  • Wu H, Chen TC. Semin Ophthalmol. 2009;24(2):100-5
  • Kahook MY et al. Ophthalmic Surg Lasers Imaging. 2009;40(3):293-5
  • Adelman RA et al. J Ocul Pharmacol Ther. 2010;26(1):105-10

Da questi articoli risuta che l’ipertono si manifesta di solito dopo una serie di iniezioni intravitreali, ma può occorrere anche dopo una singola somministrazione e perdurare per parecchi mesi. Spesso necessita l’introduzione di una terapia ipotonizzante, che risulterebbe efficace nella maggior parte dei casi riportati.

Al momento non è nota la causa del rialzo pressiorio, ma l’evidenza che sia più frrequente nei soggetti pseudofachici con discontinuità della capsula posteriore, depone che l’effetto sia da attribuire ad  un’azione tossica del prodotto inettato (farmaco, eccipienti, impurità ecc.) che non alla mera pratica inettiva.

Ulteriori indagini sono necessarie per definire meglio sia il meccanismo d’azione che la reale frequenza di questa importante reazione avversa, che per il momento sembrerebbe essere inferiore al 5% dei soggetti trattati.