Moxifloxacina: non tutto è oro quel che luccica
L’oftalmologo, in particolare chi svolge molta attività chirurgica, deve essere estremamente attento alle novità in materia di terapia antibiotica, per garantire ai propri pazienti il massimo grado di protezione verso le infezioni postoperatorie, evenienze relativamente rare, ma potenzialmente devastanti.
E’ pertanto ovvio che al momento dell’entrata in commercio di un nuovo fluorochinolone ad ampio spettro, l’interesse sia grande, soprattutto come strumento per garantire una migliore profilassi delle endoftalmiti.
La logica dovrebbe suggerirci che per un antibiotico di recente impiego, il rischio di resistenze sia più basso, rispetto ad altri trattamenti consolidati, quindi anche l’efficacia terapeutica e profilattica migliore. Ma questa è semplicemente una regola astratta basata su una deduzione logica, mentre l’antibioticoterapia segue regole empiriche basate sulle evidenze pratiche: infatti le sorprese sono tutt’altro che infrequenti.
Da un recente articolo pubblicato sulla rivista Archive of Ophthalmology [Almeida et al. Arch Ophthalmol. 2010;128(9):1136-1139], i risultati degli esami culturali su prelievi di vitreo sono un esempio di quali sorprese, assolutamente inattese, si possano osservare. Lo studio, eseguito con un disegno retrospettivo caso-controllo, ha analizzato 229 campioni di vitreo e umore acqueo, per verificare se la coltura dell’acqueo si correlasse con quella del vitreo ed avesse, quindi, un valore predittivo nei confronti dell’identificazione del patogeno che provocava l’endoftalmite. Il risultato che mi interessa sottolineare non è tanto la scarsa correlazione osservata tra i due campioni (dato interessantissimo che merita riflessioni a parte), quanto i risultati dell’antibiogramma ottenuti sulle colture di tessuto vitreale, che riassumo nella seguente tabella.
Mi sembra che questi risultati siano sufficientemente chiari e non abbiano bisogno di ulteriori commenti. Lo specialista che ha la responsabilità di operare i suoi pazienti saprà tenerli nella dovuta considerazione e saprà sicuramente integrarli con le informazioni promosse dall’azienda (ALCON) che commercializza la moxifloxacina collirio (Vigamox) che, come è nella natura delle cose, cercarà di far percepire la realtà attraverso il proprio punto di vista e non attraverso esclusivamente le evidenze mediche.











