Trattamento della sindrome di Sjögren: stato dell’arte
Una recente review pubblicata sul Journal of the American Medical Association [Ramos-Casals M, et al. JAMA. 2010 Jul 28;304(4):452-60] ci consente di fare il punto sullo stato dell’arte del trattamento medico della sindrome di Sjögren.
Precisiamo, per far chiarezza su un equivoco ancora persistente in alcuni ambienti medici, che la sindrome di Sjögren non è sinonimo di sindrome dell’occhio secco, ma ne rappresenta una minima percentuale (dal 1 al 10%) e si associa molto spesso a patologie sistemiche di natura autoimmunitaria (per es. artrite reumatoide, LES, sclerodrmia, ecc.) che richiedono uno specifico trattamento farmacologico.
Lo scopo dello studio, una metanalisi dei lavori pubblicati sull’argomeno dal 1986, era di raccorgliere quali fossero le evidenze di efficacia per le attuali terapie disponibili nel trattamento della sindrome di Sjögren. Il segunte schema riassume i risultati riportati nell’articolo.
Gli autori concludono che le evidenze me
diche raccolte dagli studi clinici analizzati depongono per un beneficio degli agenti secretagoghi colinergici (pilocarpina e cevimelina) e della ciclosporina topica. I farmaci biologici quali gli inibitori del TNF (tumor necrosis factor) necessitano di ulteriori studi per stabilirne l’efficacia.
Nel complesso le evidenze rimangono limitate. Oltre al ruolo dei farmaci biologici sia per via sistemica che topica, occorrerà raccoglire informazioni di efficacia e sicurezza sull’impiego dei seguenti farmaci:
- ciclosporina-A topica a dosaggi più elevati
- antinfiammatori tiopici (soft steroid o steroidi a bassa concentrazione)
- pilocarpina topica a bassa concentrazione (i.e. 0.05%)
- mucolitici (N-acetil-cisteina)
- secretagoghi topici (diquafosol)











