L’uveite indotta da brimonidina
L’allergia alla brimonidina è una reazione nota molto frequente che si manifesta in forma di una congiuntivite-dermatite perioculare, dopo alcuni mesi di terapia con questo farmaco. Forse, invece, non è noto a tutti, che tra gli effetti collaterali della brimonidina compare anche una pericolosa forma di flogosi uveale anteriore, grave ma sensibile alla sospensione del farmaco, spesso descritta come uveite granulomatosa, un tipo di reazione segnalata anche con l’impiego di altri farmaci, ad esempio alcuni betabloccanti, analoghi delle prostaglandine, bifosfonati, rifabutina, cidofovir e fomivirsen.
L’insorgenza di questa reazione avversa è rara: secondo il riassunto delle caratteristiche del prodotto comparirebbe con una frequenza bassissima, inferiore a 1/10,000.Sebbene l’associazione uveite-brimonidina non fu segnalata nei primi studi clinici, i report spontanei sono in crescente aumento. In letteratura, a partire dal 2000, sono stati segnalati almeno 14 casi accertati di uveite indotta da brimonidina, ma alcuni segnali lascerebbero sospettare che la frequenza sia stata finora sottostimata. Durante gli studi clinici preregistrativi, circa il 15% dei pazienti hanno sviluppato una congiuntivite allergica: questi pazienti potrebbero aver interrotto il trattamento prima che potesse svilupparsi anche l’uveite [Byles DB et al Am J Ophthalmol, 2000; 130: 287-91] rendendo in tal modo molto bassa la stima del rischio di sviluppare questa reazione avversa.
Non si conosce il reale meccanismo patogenetico, ma è molto probabile che sia comune con quello della classica congiuntivite allergica da brimonidina. Infatti le caratteristiche cliniche, la descritta concomitanza dei due effetti collaterali [Becker HI et al Arch Ophthalmol. 2004;122:1063-6] e l’occorrenza tardiva suggerirebbero che non sia dovuta a un effetto diretto tossico del farmaco, ma più probabilmente ad una risposta immunitaria cellulo-mediata, dove il farmaco agirebbe come un aptene, meccanismo riconosciuto alla base della frequente reazione allergica congiuntivale/perioculare alla brimonidina.
La brimonidina è considerata, generalmente, un farmaco ben tollerato, ma essendo una possibile causa di una reazione avversa grave la cui frequenza reale non è ancora stata definita, il rapporto rischi/benefici deve essere costantemente monitorizzato. La maggiore sorveglianza deve essere riservata ai pazienti che mostrano segni di allergia congiuntivale e perioculare, dove la comparsa di segni e sintomi di uveite deve essere ricercata con particolare scrupolo e attenzione.
Inoltre, dovrebbe essere raccomandata ai medici una maggiore collaborazione nel segnalare al sistema di farmacovigilanza nazionale tutti i casi di sospetti, per consentire una corretta stima dell’incidenza di questo effetto collaterale. Anche se, probabilmente, questa reazione avversa è rara e tale verrà confermata esserlo, è importante conoscerne il reale rischio e la probabilità di comparsa. Infatti, pur essendo una complicazione potenzialmente pericolosa per la funzione visiva, è di facile trattamento: se identificata per tempo, la sola l’interruzione del farmaco ne permette la risoluzione completa e senza sequele.
Come dire: se la conosci bene, sai come evitarla.










