L’impiego della melatonina nelle flogosi uveali

Le uveiti sono una famiglia di gravi patologie oculare, spesso con decorso recidivante e tendenza a cronicizzazione, che presentano come elemento comune la rottura delle barriera emato-oftalmica (BEO), evento patologico che determina la penetrazione intraoculare di proteine e leucociti. La rottura della BEO è alla base delle principali complicanze delle uveiti: sinechie, cataratta, edema maculare e della papilla ottica. Gli attuali trattamenti si concentrano sull’inibizione aspecifica del processo infiammatorio, (corticosteroidi), della risposta immunitaria (immunosoppressori) e di particolari citochine proinfiammatorie (farmaci biologici). Tali trattamenti hanno una buona efficacia terapeutica, ma sono gravati da una importante incidenza e gravità di effetti collaterali.

Una relazione tra ridotta produzione di melationina e uveite è stata prospettata da alcuni anni [Touitou Y et al Neurosci Lett. 1986 Sep 25;70(1):170-4], e più recentemente ulteriori supporti sperimentali hanno portato maggior credito ad un possibile utilizzo della melatonina nel trattamento delle flogosi uveali [Sande PH et al. Am J Pathol 2008; 173: 1702–1713]. In particolare, la melatonina sembrerebbe mantenere integra la BEO, ridurre il leakage delle proteina in camera anteriore, ridurre la formazione e le concentrazioni intraretiniche di NO, ridurre la liberazione di TFN-alfa e l’attivazione del NFjB, del p50 e del p65.

Inoltre, la melatonina, interagendo con i recettori MT1 presenti sulla superficie dei linfociti T1 helper, agirebbe da modulatore del sistema immunitario determinando un aumento della sintesi linfocitaria di varie citochine tra cui interferon gamma [Colomboa LL et al., Immunology Letters 1992, 2:123-126] le cui concentrazioni plasmatiche sembrerebbero essere ridotte in pazienti affetti da alcune vasculopatie ad eziologia immunologica (es. malattia di Behçet) [Erturan I, et al., J Eur Acad Dermatol Venereol. 2009 Dec;23(12):1414-8].

Al momento non esistono dati clinici sull’impiego della melatonina nelle flogosi uveali, né se ne conosce la dose terapeutica. Ciò che è sicuro e che l’eventuale impiego della melatonina nel trattamento delle flogosi uveali non andrebbe a sostituire le terapie attuali antinfiammatorie/immunosoppressive, ormai di efficacia consolidata, ma si affiancherebbe ad esse, integrandole o, al più, consentendone una riduzione delle dosi.