Proprietà farmacologiche del cioccolato fondente

Uno studio osservazionale condotto su oltre 19000 individui ha evidenziato che il consumo di circa 7.5 g di cioccolato nero riduce del 39% il rischio di accidenti cardiovascolari acuti (stroke e infarto miocardico) [Buijsse B Eur Heart J, 2010, doi: 10.1093/eurheartj/ehq068]. L’effetto è stato in parte attribuito ad una lieve riduzione della pressione arteriosa.

Il cioccolato è un alimento ricco di polifenoli, in particolare di catechine e epicatechine. La quantità totale di polifenoli varia i relazione al tipo di cacao impiegato e alla sua lavorazione. Mediamente, nel cioccolato fondente si ritrovano 1-2 grammi per etto, quantità molto elevate che non si ritrovano in nessun altro alimento, neanche nel tè verde, nel vino rosso o nel mirtillo, notoriamente ricchi di questi componenti.

L’attività benefica del cioccolato sul sistema cardiovascolari è stata segnalata da tempo. Più recentemente [Taubert D et al JAMA. 2007;298(1):49-60] è stato osservato che l’assunzione di 6,3 g/die di cioccolato nero era capace di normalizzare la pressione arteriosa soggetti con malattia ipertensiva allo stadio iniziale, inducendo riduzioni medie di 2-3 mmHg. Questo effetto è stato attribuito alla formazione di ossido nitrico che viene stimolata dai componenti del cacao. Infatti, la dilatazione vascolare e l’elasticità delle arterie migliora dopo ingestione di cacao [Heiss C et al. JAMA. 2003;290(8):1030-1031] . Inoltre, il cioccolato protegge dall’ossidazione le lipoproteine a bassa densità (LDL) [Wan Y et al Am. J. Clin. Nutr. 2001;74:596-602], fattore di rischio importante per le patologie cardiovascolari

Il nostro interesse, esaminando il dato nell’ottica della farmacologia oculare, è rivolto alla possibilità di prevenire il peggioramento della neurotticopatia glaucomatosa, utilizzando appropriate condotte alimentari e dietetiche. Non esistono in letteratura dati clinici che ci permettano di trarre conclusioni, anche se suggerimenti su una adeguata condotta dietetica [Mozaffarieh M e Flammer J.: Surv Ophthalmol. 2007;52 Suppl 2:S174-9] hanno già proposto di assumere alimenti che riducano lo stress ossidativo a livello mitocondriale. Questa riduzione potrebbe essere ottenuta integrando la comune dieta con cibi ricchi di polifenoli: quindi il suggerimento, ai pazienti affetti da glaucoma, di assumere cioccolato fondente non è una novità dell’ultima ora [Mozaffarieh M et al.: Surv Ophthalmol. 2008;53:479-505].

La tabella a fianco riporta la composizione media di 100 g di cioccolato fondente.

Si può ricavare che la dose di circa 7,5 mg/die studiata nei lavori clinici precedentemente citati contiene approssimativamente le seguenti quantità di principi attivi

  • teobromina: 150-200 mg
  • polifenoli: 100-200 mg (di cui 10-15 mg in catechine ed epicatechine)
  • feniletilamina: 0,05-0,1 mg

E’ evidente che i polifenoli siano contenuti in quantità elevata tale da non escludere una certa attività farmacologica, ma all’insieme degli effetti segnalati potrebbe contribuire anche la teobromina, che possiede una  certa azione diuretica e vasodilatatrice.

Per quanto riguarda la feniletilamina, è improbabile che possa indurre effetti a concentrazioni così basse, anche se alla presenza di questa sostanza è sta attribuita l’azione antidepressiva e regolatrice dell’umore del cioccolato. Tuttavia, per un indurre un effetto antidepressivo è necessaria l’assunzione giornaliera di quantità ben più elevate di cioccolato (almeno 40 g/die per 15 giorni) [Martin FP et al J. Proteome Res., 2009, 8:5568–5579].

Tutti questi studi vanno però presi con un attento senso critico. Infatti, sperimentalmente l’effetto antiossidante, antinfiammatorio e antiaterogenico dei polifenoli del cacao è stato ampiamente dimostrato. I polifenoli interferiscono con differenti target molecolari (per esempio il NF-kB, la NOS sintetasi endoteliale, l’enzima di conversione dell’angiotensina), giustificando tutti gli effetti osservati. Tuttavia, le elevate concentrazioni di polifenoli studiate in vitro o su modelli animali, non sono fisiologicamente raggiungibili nell’uomo [Rimbach G et al. Int J Mol Sci. 2009 Nov 20;10(10):4290-309]. Alcuni studi di biodisponibilità hanno evidenzato che le concentrazioni plasmatiche di polifenoli del cacao che si ottengono dopo l’assunzione alimentare di derivati del cacao sono molto basse, sull’ordine delle nanomoli.

Quindi, benché le dimostrazioni di attività farmacologica dei polifenoli del cacao siano solide e numerose, le dimostrazioni di efficacia clinica rimangono ancora incerte e per determinare gli effettivi benefici clinici dei polifenoli del cacao, sarà necessario pianificare ulteriori studi controllati verso placebo di adeguate dimensioni.

Nel frattempo chi volesse, può assumere cioccolato fondente in ragionevoli quantità, magari accoppiandolo ad un po’ di sana attività fisica per smaltire l’eccesso calorico di questa modificazione dietetica. Forse non basterà a prevenire il glaucoma o altre malattie, ma sarà un piccolo piacere che gratificherà molti.