Trattamento antinfiammatorio pre-operatorio con fluorometolone migliora i risultati della chirurgia filtrante

Gli interventi filtranti per il glaucoma hanno una certa imprevedibilità di successo, che è determinata da molteplici fattori, non sempre controllabili dallo specialista o dipendenti dalla riuscita tecnica dell’intervento.

Uno dei parametri più importanti per la riuscita funzionale dell’intervento è la modulazione della componente infiammatoria che può, se non controllata in modo adeguato, determinare un fallimento della procedura chirurgica (chiusura della bozza)

Un recente lavoro [Breusegem C et al. Ophthalmology. 2010 Apr 10, Epub ahead of print] ha dimostrato che il trattamento preoperatorio con antinfiammatori (steroidei o non-steroidei) determina una minore incidenza di interventi medici (colliri ipotonizzanti) o para-chirurgici (needling della bozza). Il razionale dell’impiego di antinfiammatori prima di sottoporre un paziente all’intervento di trabeculectomia è quello di ridurre la componente infiammatoria congiuntivale, indotta dalle terapie topiche protratte per molti anni. La riduzione della risposta infiammatoria riduce la risposta tissutale che porta alla fibrosi e alla chiusura della bozza. Lo studio aveva un disegno prospettico, randomizzato e controllato vs. placebo, condotto su 54 pazienti, con un follow up di circa 2 anni.

I farmaci impiegati sono stati il ketorolac (come rappresentante dei FANS) e il fluorometolone (come rappresentante degli steoridi). Venivano somministrati 4 volte al di per un mese prima dell’intervento.

La tabella sottostante riassume i risultati dello studio riportando le percentuali di interventi aggiuntivi (needling o terapia farmacologica ipotonizzante) necessari per raggiungere la IOP target (fissata a 16.5 mmHg).

Un’osservazione potrebbe essere avanzata, ovvero il fatto che gli steroidi sono controindicati nel paziente glaucomatoso. Un mese di trattamento può determinare un’ulteriore  a carico delle vie di deflusso e indurre ulteriori rialzi pressori, anche marcati. In realtà questo pericolo viene a cadere con la finalità dell’intervento chirurgico stesso: infatti, l’intervento filtrante serve a ristabilire una via di deflusso dell’umore acqueo e quindi neutralizza l’eventuale alterazione iatrogena indotta dal corticosteroide. Inoltre, il fluorometolone è di per se uno steroide di superficie con minimi effetti sulla pressione oculare (vedi articolo). Ne esiste anche una formulazione monodose priva di benzalconio che sembrerebbe particolarmente indicata a questo scopo.

In conclusione, il suggerimento che deve essere colto da questo interessante lavoro è che il successo di una procedura antiglaucomatosa dipende anche da una corretta gestione preoperatoria del paziente, fase in cui gli steroidi assumono un ruolo di primo piano.