I recettori purinergici
Degli effetti degli agonisti purinergici P2Y ci siamo già occupati in due articoli, precisamente uno sulle applicazioni del diquafosol come agente secretagogo per la terapia dell’occhio secco, un altro su possibili impieghi di sostanze analoghe nell’assorbimento del liquido sottoretinico in corso di distacco di retina.
Oggi vorremmo occuparci degli altri recettori purinergici per introdurre, in seguito, una nuova interessante classe di farmaci, gli agonisti degli ADORA3 (recettori dell’adenosina A3).
La fisiologia e la farmacologia dei recettori purinergici è ancora scarsamente conosciuta. Le basi azotate (purine e pirimidine) e i nucleotidi sono molecole primordiali, presenti in ogni cellula, con molteplici destini metabolici e differenti ruoli fisiologici: non rappresentano soltanto la struttura fondamentale degli acidi nucleici (DNA e RNA), ma svolgono anche ruoli di riserva energetica (ATP), di secondo messaggero intracellulare (cAMP, cGMP) e di trasmettitori del segnale.
Si conoscono 3 tipi di famiglie recettoriali attivate da adenosina o da nucleotidi: P1, P2Y e P2X.
La tabella sintetizza le suddivisioni delle famiglie recettoriali e gli agonisti/antagonisti noti:
L’adenosina è la molecola più studiata, sia sperimentalmente che in clinica. Attualmente, i campi di applicazione sono due: la diagnostica della stenosi delle arterie coronarie (l’adenosina dilata le arterie stenotiche) e il trattamento delle aritmie sopraventricolari (agisce bloccando il nodo AV).
A proposito dell’effetto coronario-dilatatore, si ritiene che la liberazione di adenosina derivante dalla deplezione dell’ATP (e successiva degradazione dell’AMP) sia uno dei principali meccanismi di vasodilatazione coronarica in risposta ad un aumentato metabolismo del tessuto cardiaco [Guyton AC, Trattato di fisiologia medica]. Tale effetto è di brevissima durata, è diminuito dagli antagonisti degli ADORA, quali le metilxantine (caffeina, teofillina, teobromina, ecc.) mentre è potenziato dagli inbitori dell’adenosina deaminasi, quali il dipiridamiolo e il diazepam.
I recettori A3 (ADORA3), sono coinvolti anche nei processi infiammatori, dove sembrerebbero essere sovraespressi. La ricerca farmacologica è molto attiva i questo interessante campo di applicazione degli agonisti ADORA3, cercando di individuare nuove sostanze che abbiano un’emivita più lunga dell’adenosina e che siano quindi utilizzabili in terapia come antinfiammatori. Una di queste molecole è il composto CF 101, di cui parleremo nel prossimo articolo.











