Beta-bloccanti e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): una pericolosa combinazione farmacologica
Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o SSRI (fluoxetina, paroxetina, sertralina, fluvoxamina, venlafaxina, citalopram, escitalopram) sono farmaci molto prescritti e relativamente sicuri. Di solito, le reazioni avverse (le principali sono nausea, anoressia, diarrea, insonnia, nervosismo, stato d’ansia, agitazione, diminuzione più o meno protratta della libido, ritenzione urinaria) sono di lieve o moderata entità [Mourilhe P, Drug Saf 1998;18:57-82] [Trindade E et al. CMAJ 1998;159:1245-52]
Pur se rare, esistono in letteratura segnalazioni di reazioni avverse gravi, anche letali da SSRI, quali la sindrome serotoninergica, aritmie cardiache, angina instabile, la sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico, sintomi extra-piramidali gravi e complicazioni emorragiche. [Goldberg RJ. Arch Fam Med 1998;7:78-84] [Pacher P et al. Current Medicinal Chemistry 1998;5:381–90] [Sunderji R et al. Can J Cardiol 1997;13:849–51] [Ellison JM et al. J Clin Psychiatry 1990;51:385–6] [Feder R. J Clin Psychiatry 1991;52:139] [De Abajo FJ et al. BMJ 1999;319:1106-9]
La maggiore incidenza di reazioni avverse è stata osservata in pazienti che hanno assunto SSRI in dosi superiori a quelle raccomandate, oppure in concomitanza con l’assunzione di un altro farmaco o sostanze (per es. etanolo), che possieda un effetto inibitore sull’enzima CYP-450 2D6. In definitiva, un overdose o una scarsa metabolizzazione, comporta un aumento dei livelli plasmatici del sangue a cui consegue l’aumento degli effetti (sia terapeutici che indesiderati e tossici).
Esiste anche un altro aspetto che non deve essere trascurato: l’interazione del SSRI con un altro inibitore del CYP-450 2D6 induce un incremento degli effetti collaterali anche dell’altro farmaco, che può in alcuni pazienti essere addirittura più grave di quelli indotti dal SSRI stesso. Questo può essere il caso dei betabloccanti assunti per via sistemica.
Infatti, è stata recentemente riportato che la prognosi dei pazienti cardiopatici viene alterata dall’impiego concomitante di beta-bloccanti e SSRI [Fosbøl EL, et al.Circ Heart Fail. 2009;2:582-90]. Da questa ricerca epidemiologica condotta su un numero elevatissimo di casi clinici (circa 100.000), associare betabloccanti ad SSRI incrementa la mortalità dei pazienti cardiopatici. E’ presumibile che la spiegazione di tale risultato sia da mettere in relazione con la tossicità dovuta ad aumentati livelli ematici di betabloccante.
Nel caso della somministrazione topica oculare di betabloccanti nel paziente glaucomatoso, non sono riportate in letteratura interazioni. Tuttavia, è bene tenere in considerazione che il ridotto metabolismo può esporre il paziente a un aumento degli effetti indesiderati sistemici (bradicardia e broncospasmo, principalmente) che possono contribuire sia ad una cattiva aderenza terapeutica che a interferenze negative con l’emodinamica oculare
Il consiglio pratico è quello di chiedere sempre ai pazienti in terapia con betabloccanti topici se assumono SSRI (ricordiamoci che in tutte le malattie croniche potenzialmente disabilitanti, quindi anche il glaucoma, la percentuale di soggetti fanno uso di farmaci antidepressivi è piuttosto alta) e di correggere la terapia o monitorizzare più attentamente il paziente.
Altri inibitori del CYP-450 2D6, a cui occorre prestare attenzione in quanto possono interagire con il metabolismo dei colliri betabloccanti, sono:
- Antagonisti 5-HT3: ondansetron
- Antidolorifici oppiacei: tramadolo; codeina
- Antistaminici anti-H2: cimetidina
- Antipertensivi: debrisochina
- Antimicotici: terbinafina
- Antiaritmici: amiodarone; flecainide; sparteina; propafenone; chinidina
- Antitumorali: tamoxifene
- Antidepressivi: imipramina; desipramina; nortriptilina
- Antipsicotici: aloperidolo











