Il picnogenolo (proantocianidine oligomeriche)
Il picnogenolo è un’estratto della corteccia di pino marittimo (Pinus Pinaster) contenente una miscela di composti polifenolici, in prevalenza proantocianidine oligomeriche. Queste sono flavonoidi complessi, formati da un numero variabile di unità flavaniche, in particolare da catechina ed epicatechine, che vengono liberate con il calore e in ambiente acido (da qui la denominazione di proantocianidine). Un estratto analogo al picnogenolo può essere ottenuto anche dai semi d’uva, dalla corteccia dell’albero del limone, o dalla buccia degli agrumi.
Il picnogenolo o altre miscele di proantocianidine oligomeriche vengono commercializzate da molti anni in tutto il mondo come integratori alimentari con la finalità di indurre i seguenti effetti farmacologici:
- citoprotezione
- aumento dell’attività degli spermatozoi
- effetti anti-infiammatori, in parte legati alla capacità di prevenire l’attivazione di NF-kB e AP-1, fattori di trascrizione nucleare sovra espresso in condizioni di stress ossidativo e in alcune cellule cancerogene. (Rohdewald P et al. In Flavonoids in Health and Disease, ed, Marcel Dekker Inc. NY 1998, Chapter 17, pages 405-419)
- effetti antiallergici (Choi YH, Yan GH. Phytother Res. 2009;23:1691-5) mediante l’inibizione dell’espressione dei geni per la sintesi di COX-2 (ciclossigenasi inducibile) e 5-LOX (lipoperossidasi) che determina una riduzione della produzione di leucotrieni (Canali R, et al. Int Immunopharmacol. 2009;9:1145-9)
Inoltre, gli effetti più documentati del picnogenolo sono quelli relativi alla capacità di interferire con in fenomeni emorragici. La stessa utilizzazione terapeutica degli estratti di corteccia di pinus pinaster risale ad alcuni secoli fa per trattare i sintomi dello scorbuto che affliggeva tipicamente i marinai. Sulla base di questa proprietà, in oftalmologia il picnogenolo è stato proposto nel trattamento della retinopatia e nel glaucoma. I dati di un recente lavoro clinico (Steigerwalt RD et al. Journal of Ocular Pharmacology and Therapeutics. December 2009, 25: 537-540) suggeriscono un effetto del picnogenolo sia su parametri anatomici (edema retinico, spessore della retina), fisiologici (velocità del flusso ematico) che funzionali (acuità visiva), che dovrà, però, essere confermato da studi controllati più ampi e con adeguato mascheramento.
Rimane comunque un valido suggerimento quello di far integrare la dieta dei pazienti diabetici con proantocianidine oligomeriche che sembrerebbero tra l’altro proteggere, oltre che dalle complicanze vascolari, anche dall’insulino-resistenza (Bartlett HE e Eperjesi F. Ophthalmic Physiol Opt. 2008:28:503-23).
L’impiego del picnogenolo è stato suggerito anche nel glaucoma: il rationale si basa sull’effetto emorelogico e facilitante il flusso ematico (Steigerwalt RD et al. Mol Vis. 2008;14:1288-92), in stretta analogia a quanto osservato in precedenza con gli estratti di Ginkgo Biloba (Chung HS et al. J Ocul Pharmacol Ther. 1999;15:233-40). Tale effetto potrebbe, in realtà, essere di beneficio per il paziente glaucomatoso, ma esistono solo limitati risultati clinici che sostengano questa applicazione terapeutica.











