Le novità della ricerca in Oftalmologia

Si è appena concluso il simposio internazionale di farmacologia oculare (8th ISOPT) ed è tempo per riflettere su quali sono gli indirizzi che sta percorrendo la ricerca farmacologica in oftalmologia.

Il campo di ricerca più percorso è quello dell’inibizione dei processi di neovascolarizzazione retinica. A questo filone di ricerche sono legati i futuri sviluppi di trattamenti sempre più efficaci per la macolupatia senile sieroemorragica (wet AMD), per la retinopatia diabetica proliferante e per il glaucoma neovascolare.

Il grande evento è già avvenuto alcuni anni fa con l’introduzione in terapia degli inibitori del VEGF (bevacizumab prima, poi ranibizumab e pegaptanib). Le ricerche attuali sono volte a perfezionare la modulazione dell’interferenza dei processi antiangiogenetici, al fine di migliorare l’efficacia, e di ridurre gli effetti collaterali (per esempio ridurre la tendenza a determinare processi ischemici dei trattamenti attualmente disponibili), sia studiando nuovi inibitori del processo neoangiogenico (per es VEGF-Trap, short interfering RNA, inibitori della tirosina-chinasi), che verificando la più corretta frequenza di iniezioni intravitreali, che la combinazione di differenti approcci terapeutici (per es. la cosiddetta triple therapy composta da anti-VEGF + terapia fotodinamica + steroidi).

Lo sviluppo di nuovi sistemi di rilascio, quali gli impianti intraoculari biodegradabili interessa soprattutto la somministrazione intraoculare di steroidi per il trattamento dell’edema maculare (per esempio Posurdex®, Ozurdex™ e Medidur™), mentre la tecnologia delle cellule incapsulate sembrerebbe ancora in ritardo nella sua fase di sviluppo.

Nel campo del glaucoma le novità sono limitate alla prossima introduzione nel mercato del tafloprost e allo sviluppo formulativo di molecole già note (per es. latanoprost in microemulsione). Per per l’occhio secco, oltre al controllo dell’infiammazione, un crescente interesse è dedicato alla ristrutturazione dello strato lipidico utilizzando preparazioni per uso topico a base di fosfolipidi, in forma di liposomi, emulsioni microniche o submicroniche, associate o meno a mucomimetici.

Nei prossimi articoli dedicherò più spazio per approfondire singolarmente le novità emerse dal congresso.