Proprietà farmacologiche della Glychyrrhiza Glabra
Tra gli estratti vegetali utilizzati in medicina, quelli di Glychyrrhiza Glabra (liquirizia) sono tra i più interessanti dal punto di vista farmacologico.
La liquirizia è nota per le sue proprietà antinfiammatorie, sodioritentive e gastroprotettive. Vediamo perchè.
Il principio attivo responsabile delle azioni farmacologiche della liquirizia è l’acido glicirrizico, un triterpene glucoside, contenuto in percentuale del 2-4% nella radice e nel rizoma della pianta. Dopo l’assunzione per via orale, l’acido glicirrizico viene idrolizzato dalla flora batterica, per mezzo delle glucuronidasi perde il gruppo glucosidico e viene trasformato in acido glicirretico che è la forma bologicamente attiva in cui la molecola viene assorbita. L’acido glicirretico possiede evidenti analogie strutturali con gli ormoni steroidi (vedi figura).
In virtù di questa analogia strutturale, una parte degli effetti possono essere attribuiti ad una azione diretta sui recettori degli steroidi. Tuttavia sembrerebbe che la principale azione dell’acido glicirretico sia quella di inibire la 11β idrossi-steroido-deidrogenasi (11β HSD), l’enzima responsabile della reazione di conversione del cortisolo (idrocortisone) in cortisone. L’inibizione della 11β HSD determina un aumento dei livelli plasmatici di idrocortisone. Poiché l’affinità verso il recettore dei mineralcorticoidi è molto simile, l’idrocortisone può indurre gli stessi effetti sistemici dell’aldosterone (ipertensione, sodio-ritensione, espansione del volume plasmatico, ipokaliemia).
In sintesi, gli effetti dell’acido glicirretico sono:
- Effetto sodio-ritentivo
- per azione dell’idrocortisone sui recettori dei mineralcorticoidi
- per stimolazione diretta dei recettori dei mineralcorticoidi (per analogia strutturale)
- Effetto antinfiammatorio
- per maggiore disponibilità di idrocortisone
- per stimolazione diretta dei recettori dei glucocorticoidi (per analogia strutturale)
L’acido glicirrizico, ed anche l’acido glicirretico e il suo derivato sintetico carbenexolone, presentano, oltre all’attività antinfiammatoria, possiede anche un’attività citoprotettiva, emolliente, e cicatrizzante sulla mucosa gastrica e duodenale, sia per contatto diretto che per stimolazione indiretta della produzione di muco. Da molti anni, infatti, viene fatto un largo impiego di liquirizia (o suoi derivati) nella prevenzione delle patologie ulcerative gastro-duodenali da farmaci (FANS, cortisonici), alcool e chemioterapici. Per un analogo rationale, viene utilizzata anche nelle dermatiti da contatto, negli eczemi e nella psoriasi.
Sulla base degli effetti farmacologici descritti, il consumo di liquirizia è controindicato nei cardiopatici, negli ipertesi non compensati, nei diabetici, nei nefropatici.
Occorre, inoltre, tenere conto delle possibili interazioni farmacologiche con:
- ibuprofene, warfarin, salicilati (può ridurre il legame con l’albumina sierica potenziandone gli effetti)
- contraccettivi orali (potenziano l’effetto ipertensivizzante e viceversa)
- spironolattone (ostacola l’azione farmacologica)
- paracetamolo (riduce l’azione per aumento dell’escrezione a livello epatico)
- digitale (potenziamento dell’effetto)
- ormoni tiroidei (riduzione dell’effetto).
Per quanto riguarda il dosaggio terapeutico, si ritiene che la liquirizia debba essere assunta in quantità elevate, intorno ai 100 g/die per 15 gg. per indurre gli effetti farmacologici descritti, quantità che corrisponderebbero a circa 250 mg di acido glicirretico.
In oftlamologia, i preparati a base di estratti di liquirizia sono poco diffusi, mentre meriterebbero una maggiore attenzione. Esistono un collirio (Allerlux, Mediwhite) e una crema perioculare (Perilux, Mediwhite), ma sono prodotti parafarmaceutici. Di questi prodotti, non essendo disponibile una scheda tecnica, non se ne conosce l”esatta composizione quali-quantitativa.










