Ipotensione arteriosa: trattamento con rimedi vegetali
In un paziente glaucomatoso con tendenza all’ipotensione arteriosa, prima di ricorrere ad un trattamento farmacologico, è opportuno tentare un approccio meno aggressivo, con rimedi vegetali, che in alcuni casi può rivelarsi efficace.
Esistono diversi principi attivi con proprietà “stimolanti”. Tra questi, gli estratti di china, centella, guaranà, caffè, tea, cacao, il gingseng, utilizzabili in forma di infusi o tisane. L’effetto è in gran parte proporzionale al loro contenuto di metilxantine (caffeina, teofillina, teobromina)
Vorrei però concentrarmi su un particolare rimedio vegetale, gli estratti della liquirizia, di cui esistono ampie documentazioni scientifiche riguardo un effetto di innalzamento sulla pressione (per inciso, l’assunzione di liquirizia è sconsigliata nei pazienti affetti da ipertensione arteriosa).
Il principio attivo della liquirizia responsabile di questi effetti è l’acido glicirrizico, più precisamente il suo aglicone, l’acido glicirretico (o glicirretinico), di cui a seguito è riportata la struttura chimica. 
La somiglianza del nucleo triterpenico con la struttura base dei corticosteroidi è evidente, ed è a questa caratteristica strutturale che vengono attribuite le azioni degli estratti di liquirizia sul metabolismo idrosalino. L’acido glicirretico mima infatti l’azione dell’aldosterone, determinando una ritenzione idrosalina, con consequente aumento della volemia ed aumento della pressione arteriosa. Per un consumo giornaliero di 50-200 g di liquirizia, dopo 15 gg è atteso un aumento pressorio compreso tra 3 e 14 mmHg. L”effetto sembra essere dose-dipendente.
Un interessantissimo approfondimento su questo effetto della liquirizia è stato pubblicato nel 2001 sul Journal of Human Hypertension: l’articolo è reperibile su questo link









